Eberhard Weber Colours – Seriously Deep, Stefano Guglielmin

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Eberhard Weber

La mano dove corre il buon dio pentatonico
fa girare il sangue, lo scioglie e libera al suo timbro squisito
come l’amato sulla neve, in carrozza, baciando le dita
alla sposa.

C’è un ruvido salire di capre, più sotto,tra stomaco
e fornace, un precipitare biondo che alla vertigine s’intona.

(da Stefano Guglielmin, “Ciao cari”, La Vita Felice, Milano 2016)

Eberhard Weber: contrabbassista pentatonico, innestò la musica da camera nel ramo europeo del jazz, creando un timbro unico, vellutato, in dialogo spesso con il sax tenore di Jan Garbarek e il piano di Rainer Brüninghaus. Nel 2007 un ictus gli ha mutato in piombo l’oro.

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