The Beatles – From Me To You, Caterina Simoncini

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“Che cazzata che la musica salva la vita”.
Non so quante quante volte abbiate sentito questa frase. Non so come avete reagito, non so nemmeno se avete trovato la forza di rispondere.
Io non l’ho mai fatto. Me ne sono quasi sempre rimasta lì col groppo in gola di chi non può scalare la vetta. Lo desidera con tutta la forza che ha, ma si arrende. Ci sono cose che non si possono esprimere, non si possono spiegare, e non per questo perdono la forza esplosiva che ci rimbomba nel cuore. La verità è una cosa strana. È più forte della sua stessa spiegazione. Più forte di una prova. Più granitica di ogni sua dimostrazione.
Avevo undici anni quando misi i Beatles nello stereo. Tirati fuori quasi per caso da una cassapanca piena di promesse e di polvere.
A volte mi chiedo come sarebbe stata la mia vita se quel pomeriggio invece di aprirla e calare la puntina su quel cerchio nero avessi, che ne so, continuato quella storia tra le due barbie che dovevano finire di litigare, deciso di scappare dalla finestra come le prime temerarie adolescenti, preparato il mio panino olio e sale che mi piaceva un sacco o fossi semplicemente restata chiusa in quel silenzio fatto di desideri strozzati e di parole congelate che solo il primo anno di una scuola media è in grado di schiacciarti sulla bocca e sul cuore.
Magari sì, sarebbe arrivato un altro momento, un’occasione successiva. Oppure no, è stato davvero quell’attimo magico, irripetibile, quella congiunzione che segna un passaggio indelebile, traccia una strada per sempre.
Da quel giorno le parole hanno avuto un suono, da quel giorno le note sarebbero diventate un balsamo, per sempre.
Ancora oggi se guardo quel disco mi trema il cuore, gli devo tutto.
La musica è entrata in quella stanza e è diventata un arto nuovo; mi avrebbe fatto trovare i sorrisi, il tempo degli abbracci e dei vaffanculi.
Sarebbe diventata un luogo dove andare, un sogno da inventare, un ricordo da tenere, un bisogno da cercare. Un dolore da accettare.

“Che cazzata che la musica salva la vita”
Resto in silenzio, torno a quel pomeriggio, sfilo il disco e lo riascolto.
Quei pezzi, uno dopo l’altro, mi rigirano nel sangue. Come allora sono malinconia, tristezza condivisa, corse lungo un prato, ripari dalle tempeste, lacrime nuove, piene di luce.
In fondo, ancora oggi, non ho bisogno di altro.

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