The Sound – Winning, Valeria Ferro

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“Assicurati che ciò che tiene unita la tua Speranza sia forte abbastanza”

Prima di crollare in quel mulinello risucchiante che è la depressione, ero convinta che la musica potesse salvare la vita e unire le persone in nome della Speranza. Vi starete chiedendo perché inizio confutando ciò che Salvatore e Luca hanno scritto nel loro bellissimo libro, ma la mia intenzione non è affatto questa: chiunque ami la musica sa che essa è più di una semplice forma d’arte, ma che ogni nota o parola risuoni come una sorta di comunicazione segreta tra l’artista e chi l’ascolta. Un linguaggio criptato tra anime che si mettono in contatto sfiorandosi con sillabe e suoni, poiché ogni parola ha un significato diverso nella mente di chi la coglie.
Prima di spiegarvi la canzone che ho scelto, voglio raccontarvi una storia, che magari farà sentire meno soli coloro che in questo periodo pensano che un salvagente in questo oceano di disperazione non esista, che ci siano soltanto squali pronti ad azzannarci e nessuna persona a tenderci una mano. La verità è che che siamo noi i primi a dover muovere un braccio e a chiedere aiuto, iniziando lentamente a nuotare nei nostri abissi.
Ci sono musicisti coraggiosi in giro per il mondo che proprio grazie alla musica riescono ad abbattere barriere politiche e religiose considerate insormontabili e unirsi in nome di qualcosa di più grande: chiamatela pace, fratellanza, rispetto, amore. Ho pensato spesso a loro in questi mesi, ma le disgrazie degli altri, quando uno sta male, ci fanno solo sentire più colpevoli di essere nati in un posto tutto sommato democratico o, per parafrasare Phil Ochs, che è soltanto per mera fortuna che non siamo noi ad avere una bomba sopra la testa e un soldato a bussare alla nostra porta. É davvero misero il nostro dolore rispetto a quello di un bambino condannato a non vedere mai un giocattolo ma a conoscere solo le rovine della guerra, senza avere possibilità di scegliere il proprio destino (facoltà che nella vita uno dà spesso per scontato).
In ogni caso, giunta al culmine della depressione, la musica è stata la mia rovina per alcuni mesi: lo è sempre per chi ha quel grosso problema che si chiama eccesso di empatia. Ascoltavo Nick Drake e ne assimilavo tutta la sofferenza. Le canzoni di Jackson C. Frank bruciavano come le sue scottature I fantasmi di Roky Erickson mi attraversavano la mente. Le delusioni sociali di Phil Ochs dipingevano di nero il mio futuro.
Non starò a tediarvi con i motivi per cui io oggi potrei non essere qui a scrivere certe righe. Non mi vergogno di confessare di essere andata vicina a togliermi la vita e di essere grata alle mie sorelle di essere ancora qui, giorno dopo giorno, ad affrontare tutto ciò che trovo sul mio cammino. Anche nelle giornate più negative.
Così, per alcune settimane il silenzio mi ha fatto compagnia. Erano i miei pensieri a parlare, a bombardare la mia testa con tutto ciò che in trenta anni ho dovuto sopportare e subire, fino a giungere a una drastica decisione rimasta fortunatamente incompiuta.
Una mattina sono salita in macchina e ho deciso di accendere Spotify dopo tanto tempo. I primi suoni a riempire l’abitacolo sono stati le tastiere dei Sound e la voce di Adrian Borland. E allora uno – giustamente – si chiede: come può salvarti la vita uno che si è buttato sotto un treno? Invece così è successo. In “Winning” Adrian riversa tutto quell’atavico spirito di sopravvivenza che gli era rimasto. C’è tutta la sua anima, la sua volontà di potenza, quando incita l’ascoltatore a nuotare, a riemergere dagli abissi e finalmente sentirsi un vincitore. Adrian ci suggerire di strisciare all’indietro fino alla cima, una volta raggiunto il fondo; come a dire: combatti i demoni che hai lasciato lungo la strada e torna a risalire dove l’aria è pura, perché per riuscire davvero a vincere devi tornare a combattere le battaglie che hai perso. E poi c’è quell’intreccio di tastiere che non è solo uno sfondo sonoro ma un mare mosso dove districarsi e nuotare fino a intravedere la luce.
Purtroppo Adrian Borland non è riuscito a salvare se stesso, però la sua canzone in un certo senso ha salvato la mia vita. Sono sicura abbia salvato quella di molte altre persone. La cosa triste è che non lo saprà mai.

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