John Cage – Sonata V, Stefano Guglielmin

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Le variazioni in aria le
rifrazioni gli echi e varie
viti infisse:una vita di guarnizioni e
dadi
ecorde in libero lasso
e pedali

a spasso, il suono:

la sua onda di cristallo e peltro, il veltro
che spazza l’ordine dei poteri

solo punte, fori
la muta vocazione del legno

l’infrazione.

John Cage: preparare il pianoforte a essere due, il puro e l’impuro, l’angelo e l’orco. Fare del piano l’allegoria del caso quando incontra l’intelligenza: una continua biforcazione, dove il legno porta in grembo un bimbo metallico che ha studiato buddismo zen a Kyoto.

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