Nirvana – Come As You Are, Ettore Craca

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“Come as you are, as you were
As I want you to be
As a friend, as a friend
As a known enemy”

Luglio
Incontro Giovanni. E’ il 1991. Ho venticinque anni. Lui ventuno
Ci conosciamo nell’ Istituto Salvi per gli anziani dove entrambi arriviamo “disertori della leva obbligatoria” per condividere dodici mesi di servizio civile che si rileveranno tra i più intensi e determinanti della nostra vita.
E subito chiaro che abbiamo interessi comuni soprattutto per quanto riguarda la passione per la musica.
Decidiamo di conoscerci meglio in un modo un po’ anomalo. Ognuno scrive una lista dei propri musicisti e gruppi preferiti e la sottopone all’altro.
Evidentemente i punti in comune tra le due liste sono sufficienti da farci decidere che il rapporto va approfondito. Anni dopo io lo ringrazierò per avermi presentato i Sonic Youth, lui mi sarà grato per averlo introdotto ai Jane’s Addiction.
Dopo soltanto una quindicina di giorni prendiamo il treno per Londra per trascorrere l’ unica settimana di vacanza che ci spetta. Una scommessa.
I giorni a Londra sono proficui per la crescita della nostra amicizia, oltre alla musica altre cose ci uniscono e pian piano, esplorando la capitale le scopriamo.
Compriamo i biglietti per il Reading festival edizione 1991, il biglietto del venerdì.
L’Headliner è Iggy Pop, subito sotto i Sonic Youth e poi Pop will Eat Itself, Dinosaur Jr e, ancora basso in cartellone un gruppo dal nome accattivante Nirvana. Forse ne ho letto qualcosa su un numero di NME o Rockerilla. Nessuno di noi li ha mai ascoltati.

Dal momento in cui entriamo nella zona dei concerti inizia a piovere senza requie.
E’ la tarda mattinata e c’è fango dappertutto, classico british festival niente di più niente di meno. E siamo solo all’inizio.
Proviamo, da italiani mezzeseghe abituati al sole, a ripararci sotto qualche tendone ma viene giu’ di brutto. Intorno a noi la gente se ne frega del diluvio.
La mattina diventa primo pomeriggio, ogni tanto la pioggia rallenta e la speranza che smetta non ci abbandona ma e’ una mera illusione.
Giovanni inizia a manifestare crescente disagio, starnutisce in continuazione, ha gli occhi rossi, probabilmente si sta buscando un raffreddore, forse un’ influenza.
Stanno suonando le Babes in Toyland….poi attaccano i Silverfish ma nemmeno li vediamo, li ascoltiamo dal tendone.

“Come doused in mud, soaked in bleach
As I want you to be
As a trend, as a friend
As an old memory”

Siamo lì per i Dinosaur JR, i Sonic e Iggy. Ma è durissima immaginarsi arrivare a sera.
Niente da fare, il mio amico inizia a rabbrividire, gli battono i denti. Decidiamo allora di lasciare perdere, in ogni caso non ce lo riusciremmo a godere.
Ci avviammo verso l’uscita e troviamo appena usciti dei ragazzi siciliani che sperano di trovare qualche bagarino per vedere i Sonitch Iaut. Riusciamo a passare loro in qualche modo i braccialetti per l’entrata e a recuperare parzialmente il biglietto. Usciamo dall’area mentre attaccano i Nirvana
Mogi mogi prendiamo il treno di ritorno per Londra.

Fine settembre
Sono nella mia camera all’interno dell’appartamento degli obiettori all’Istituto.
Giovanni, mi fa: ieri a Stereodrome hanno mandato questo pezzo, l’ho registrato. Senti che figata.
Parte il nastro, si sente la la voce di Mixo “….ovo singolo dei Nirvana”, attacca il riff di “Smells like teen Spirit” entra la batteria. Mi cade la mascella.

Metà ottobre
Intercetto dal giornalaio che vende la stampa inglese un numero di Melody Maker. E’ quello di parecchie settimane prima che recensisce il Reading Festival. Lo spulcio per avere idea di cosa ci siamo persi quel venerdì. C’e’ una foto piccola dei Nirvana. Il cantante Kurt Cobain in giacca di pelle urla nel microfono. La cronaca parla di una band che ha lasciato il segno e di un concerto concluso con Cobain che prende la rincorsa e si tuffa sul kit di batteria di Dave Grohl procurandosi peraltro qualche danno fisico. E’ La prima di “Smells like teen spirit sul suolo inglese”. Mi mordo le unghie.

“Take your time, hurry up
The choice is yours, don’t be late
Take a rest as a friend
As an old memory”

Giovanni è uno dei miei affetti più cari. Nel 2007 è il mio testimone di nozze.
Ancora oggi, quasi trent’anni dopo, mi dice regolarmente: se continuasti a rivolgermi la parola dopo che ti feci perdere i NIRVANA…..beh qualcosa voleva pur dire.
Significava che eravamo destinati l’uno all’altro e i Nirvana, o meglio il loro fantasma, sono stati il cemento alla base della costruzione del nostro legame.
Un cemento armato…. ma senza pistola

“And i swear that i don’t’ have a gun”

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