Tom Waits – Somewhere, Simone Perna

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Sono entrato nel mondo del signore qui sotto il giorno dell’Immacolata concezione dell’anno 2000. Una settimana dopo esser stato scaricato dalla mia prima fidanzata “seria”. E ci sono entrato fumandomi l’ennesima sigaretta della giornata, sul balcone di camera mia. Ubriaco e alle 9 di sera circa. Parte “Somewhere” ed i pastori tedeschi nel giardino dei vicini di casa cominciano ad ululare. Io a ridere. Ma dura poco perchè intanto la faccenda si fa seria. Capisco che le cose contenute dentro questa copertina sono diverse da tutte le altre che avevo incontrato prima. Perchè, ecco: non avevo la minima idea di cosa mi aspettasse, i dischi li compravi a scatola chiusa, a volte ti ispirava la copertina, il più delle volte passavi i pomeriggi col muso piantato nelle riviste musicali e poi prendevi nota. Nessun ascolto preventivo. Sai la magia, il mistero? (ma pure qualche bidone, diciamolo).

Fino a quel momento, l’unico cantautore “classico” che era entrato in casa mia fu Neil Young. E c’ero arrivato essenzialmente perchè i Motorpsycho erano il mio gruppo preferito e nelle loro interviste lo citavano spesso.
Ma qui il gioco era completamente diverso. Il sapore di queste atmosfere notturne (non si può ascoltare quest’album di giorno) era cool, “da grandi”. C’era tutto un romanzo e un immaginario nuovo in cui entrare. Storie noir, sbronze epiche seduti al pianoforte di un bar, cuori spezzati (insieme al mio, in quel momento).

E quella voce. Che stava facendo ululare alla luna i cani del mio vicino e che avrebbe fatto ululare anche me, negli anni successivi, quando pensai fosse una buona idea mettermi a cantare.

Tra i tanti messaggi di auguri a Tom Waits letti ieri (era l’8/12/2019, ndr) quello che più mi ha colpito è stato questo:

“Tom Waits has finally reached the age he has always been. Happy 70th to the bard”.

Lo ha scritto Bill Janovitz dei Buffalo Tom che in 2 righe sintetizza tutto ciò che sto cercando di dire da un’ora; ovvero: grazie Tom.

Per avermi insegnato ad invecchiare.

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