Gianna Nannini – Autostrada, Enzo Curelli

gn

Immaginate l’estate più calda di metà anni ottanta. Papà riusciva sempre a scovare un bar aperto in qualche sperduto paese della campagna friulana. Dall’asfalto incandescente, dietro al calore che saliva al cielo confondendo i contorni, individuava quelle vecchie insegne della birra Moretti con il vecchio baffo che non era ancora una star televisiva in carne e ossa ma solo una vecchia foto sbiadita e corrosa da sole e pioggia. Erano sempre le 14, l’ora più calda della giornata, il paese vuoto, dentro il bar cooperativa nemmeno un’anima, solo il barista sonnacchioso e un po’ svogliato che finiva sempre per assomigliare al nonno dell’insegna, solo meno simpatico. L’aria di un ventilatore che muoveva le tende, il quotidiano aperto sulle pagine sportive sopra il frigo dei gelati , i bicchieri vuoti degli ultimi avventori sul tavolo, una mosca affamata che si aggirava dispettosa.
Un’ acqua tonica, un ghiacciolo al limone e si ripartiva con la vecchia Opel Manta marrone dai cerchi cromati, i quattro fari rotondi come pupille e gli ultimi vagiti scritti su un contratto di una concessionaria. La meta non la ricordo.
Nella macchina di papà non mancava mai una cassetta di Gianna Nannini. Mesi fa, dentro a una grande busta, insieme a tante altre ho ritrovato questa: G.N. del 1981 è sempre stata la mia preferita. L’ho fatta girare nel mio vecchio impianto con mangiacassette, sarà stata ferma da almeno vent’anni: ha ancora un bel suono. Quello dei ricordi, di quel bar silenzioso, dell’insegna arrugginita e del catrame infuocato. E poi questo disco è rimasto bellissimo come allora: un grido frenetico di emancipazione (‘Vieni Ragazzo’) tirato (‘Bip Bip’), notturno (‘Nessuna Direzione’) e da lunghi viaggi (‘Autostrada’). Un suono mitteleuropeo. Sembra che tutto sia rimasto fermo a quei spostamenti: sudati in campagna con il finestrino abbassato, diventavano più freschi in autostrada durante la notte. Sento la calda aria estiva in faccia. È solo un ventilatore che annaspa. Mi faccio una birra. I baffi sono i miei.

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