Marissa Nadler – Virginia, Ilaria Tartaglione

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Era il 2014 e vivevo a Londra. Nella gelida e caotica Londra.
La mia vita stava andando letteralmente in pezzi, quei pezzi che il vento sputava disgustato nel Tamigi. Ero stanca. Di cosa? Di vivere come avevo vissuto fino ad allora, nella menzogna, nel conflitto perenne, nella mortificazione del cuore. Stavo diventando materia grezza insensata e perdendo i margini, i tratti, la mia fisionomia.
Nel mese di settembre avevano inaugurato in città una mostra dedicata a Virginia Woolf, scrittrice, saggista e attivista della Londra di inizio Novecento.
Avevo sempre provato un certo fascino verso il suo mondo personale e letterario e così decisi che mi sarei concessa il lusso di andare a quella mostra.
Ad accogliermi presso la National Portrait Gallery, intitolata “Virginia Woolf: Art, Life and Vision”, lo sguardo nostalgico e malinconico della scrittrice impresso su una gigantografia.
L’avevo amata per il suo animo fragile e tormentato, Virginia, sempre in lotta contro i suoi demoni, costantemente “in-between”, immersa tra un mondo e l’altro: uno effimero, l’altro eterno.

“When you consider things like the stars,
our affairs don’t seem to matter very much, do they?”

E l’avevo amata anche per il suo essere anticonformista in un’epoca ottusa, incandescente e brillante, presente a se stessa. Lucida. Sempre, anche quando decise di abbandonarsi alla morte tra le onde del fiume Ouse che l’avrebbero cullata per sempre.

“I’m rooted, but I flow”

Si era messa due sassi nelle tasche, Virginia.
Aveva dovuto lottare strenuamente contro l’istinto di sopravvivenza che aveva preso il sopravvento?
Sono pesante, le mie radici sono solide. Sono ancorata a questo luogo ma appartengo ad un mondo altro.
Quei sassi io avevo deciso di lanciarli oltre il Tamigi.
Appartengo a questi e ad altri luoghi, a un mundus imaginalis. Sono cosciente, presente a me stessa. Lucida.
Fluisco in acque turbolenti. Fluisco in acque rassicuranti. L’acqua ispira la parola.

Marissa Nadler – Virginia

The waves rush against the folds of my face
As I start to drown
The waves rush against the folds of my face
As I start to drown

Oh, Virginia
Virginia, Virginia
Die

In winter the waer
will wash up above the waterside
In winter the water
will wash up above the waterside

Oh, Virginia
Virginia, Virginia
Die

With the rock in your pockets
You walk up above the waterside
With the rock in your pockets
You walk up above the waterside

The waves rush against the folds of my face
As I start to fall
The waves rush against the folds of my face
As I start to fall

Oh, Virginia
Virginia, Virginia
Falls

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