Rolling Stones – Wild Horses, Emilia Porro

81q9fp5aTVL._AC_SL1400_

“Continuerò ad azzardare, a cambiare, ad aprire la mente e gli occhi, rifiutando di lasciarmi incasellare e stereotipare. Ciò che conta è liberare il proprio io: lasciare che trovi le sue dimensioni, che non abbia vincoli” (V. Woolf)

Cerco da sempre di liberare questo io. Spesso avverto il bisogno di sentire parlare, mi manca che qualcuno mi parli con l’anima, dell’anima. O che mi scriva, non limitandosi ai convenevoli impregnati del “solito”. Amerei un interludio con un inizio e una fine, un modo per tenere a mente all’inizio o al termine di una faticosa giornata, che esiste una dimensione in cui i ricordi non siano fatica ma relax. Avrei bisogno di un coagulo di realtà infinitamente più vasta che apra verso il grande, pur partendo dal piccolo. Spesso mi aggrappo ai ricordi.

Viaggio in macchina, uno di quelli in condivisione dove non ci si conosce affatto, in una terra straniera. Direzione sud.

La lingua franca è l’inglese. Christophe è italo-francese, persona rilassata e paciosa con un sorriso largo ed accogliente. Mille mestieri, un progetto, scambi importanti. Francisco è argentino, il suo viso delicato ed armonioso incornicia il blu degli occhi grandi. Musicista, si divide tra Sevilla e Madrid per amore Adoro la diversità e la peculiarità di questo ragazzo minuto che vive di chilometri e passioni. Teresa é giovane fille au pair in Francia, molto spagnolo, poco francese, niente inglese. Musicale, discreta, ascoltatrice. Ama il metal ma la si perdona è talmente soave. Goryana riposa sul sedile posteriore. Bulgara di origine, valenciana di adozione. Simpatica, aperta , disponibile. Sono curiosa e mi tuffo nella voglia di parlarle. Tramonto catalano. Dipinto tratteggiato sul parabrezza, scolpito nel cielo, disegnato nei riflessi dello specchietto retrovisore. “Raccontami qualcosa di bello della Bulgaria o di Valencia”. Le parole cadono lentamente come granelli di sabbia dentro ad una clessidra di incanto.
“Mettiamo della di musica?” Anche collocata scomodamente, posso sentire il bisogno di cercare un mio spazio mentale accompagnando i pensieri con note. Ancora una volta, l’ennesima, il fil rouge della mia vita si stava verbalizzando e concretizzando lì, con perfetti sconosciuti. La musica unisce, salva, accoglie, raccoglie. Parte “Wild Horses” degli Stones, inizio a canticchiare e a muovermi nell’incastro della cintura di sicurezza, mentre fuori comincia a piovere forte, e dentro c’è una nebbia al tabacco che sfuma i contorni delle cose.

Questi paesaggi “lontani” sono un’immensa cartolina di colori e sfumature, suoni ed odori che passano e spariscono. O rimangono, come in un altro viaggio, quello in cui occhi curiosi e luccicanti hanno lasciato intravedere un mondo. All’arrivo “Grazie. Abbi cura di te”. Un abbraccio di sconosciuti. Un momento di disinteressata, nuda, umanità.

Il mio tempo libero é diventato il tempo dei ricordi, dei pensieri. Ed ho sempre più bisogno, di racconti, di dialoghi veri contrapposti a frugali chat e velocissimi sms. Ho bisogno di anima.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...